Pubblicato da silosproduction su 21 Agosto 2008

La fase della post-produzione inizia quando avete tra le mani il girato… e termina con la versione finale del film. Le prime volte che si gira si è portati a pensare “ok, ho girato quello che dovevo, ormai è fatta”. Sbagliatissimo!
“L’assemblaggio” delle scene per avere il film finito è una fase molto delicata che può portare a risultati finali anche molto diversi.
Per quanto riguarda la nostra esperienza la prima cosa che facciamo quando abbiamo il materiale girato è scaricare il video sul computer per preparare le varie clip al montaggio. Generalmente scarichiamo tutto il materiale e in fase di acquisizione separiamo le diverse scene in modo da avere già i “master” ordinati. Quando si ha a che fare con poco girato questa sembra una pignoleria inutile, ma se le scene iniziano a diventare molte (anche nei corti spesso è così) allora vi accorgerete che è indispensabile per non creare un caos dove inevitabilmente vi perdereste. Potrebbe infatti capitare di non trovare più una determinata scena oppure dimenticarsi d averla girata!!
Inizia poi la lunga fase del montaggio vero e proprio. Non ci dilunghiamo ma è chiaro che è una fase delicata che richiede molto tempo e pazienza. Sopratutto non bisogna avere fretta di vedere il risultato finito. Se abbiamo fatto un buono storyboard o una sceneggiatura chiara il nostro lavoro sarà molto più semplice.
Potrebbe anche capitare che, nel montare le scene, ci accorgiamo che rispetto a quanto deciso in fase di pre-produzione è bene apportare modifiche al montaggio (a noi è successo diverse volte). Se abbiamo un dubbio l’unica cosa da fare è provare sempre, fare anche diverse versioni per poi decidere quale scegliere. E’ il bello del digitale, di nastro non ne viene sprecato…
Le fasi del montaggio in genere sono:
- montaggio delle scene
- transizioni e effetti speciali
- montaggio audio e effetti sonori, eventuale doppiaggio
- pulizia audio
- eventuale correzione del colore
- titolazioni
Quando finalmente abbiamo il film finito c’è ancora da creare i master per la distribuzione e tutto il lavoro accessorio (locandine, foto, video extra ecc…).
Finalmente il nostro corto è finito. Ci accorgeremo che saranno passati molti mesi dalla nascita dell’idea…
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Pubblicato da silosproduction su 29 Luglio 2008

Fisicamente le riprese sono la parte più pesante di tutta la lavorazione di un cortometraggio….! Quindi prima di tutto bisogna fare un po’ di allenamento nei giorni precedenti…
A parte gli scherzi è sicuramente la fase più faticosa perché ci si ritrova con tutta la troupe (anche se sono poche persone l’effetto è lo stesso) e un caos terrificante da gestire. E gestire le riprese di un film vuol dire cercare di fare le cose nel miglior modo possibile perché molto probabilmente non si potranno ripetere nelle stesse condizioni. E sapendo che ogni minimo errore (di chi riprende, degli attori, di un oggetto nel posto sbagliato ecc…) salterà fuori impietoso appena saremo a casa a rivedere il girato. E lo rivedremo TANTE volte, fino a quando quel piccolo errore ci perseguiterà senza pietà!
Per questo sarebbe importante avere più persone sul set, ognuna che segue uno specifico aspetto delle riprese, e il regista che coordina il tutto. Se avete, come noi, poche persone a disposizione, bisognerebbe cercare di coprire almeno alcuni ruoli chiave: l’operatore (che di solito è il regista stesso – nel cinema “vero” non è quasi mai così), un addetto alle luci e alla fotografia, un addetto all’audio e una persona che si occupa di controllare se quello che stiamo facendo corrisponde alla sceneggiatura e allo storyboard (se c’è) ed evitare che si compiano errori clamorosi.
Ovviamente quando si riprende bisogna avere le idee chiarissime su quello che bisogna fare e sull’organizzazione del set. La sceneggiatura dovrebbe essere ormai conosciuta quasi a memoria da tutti gli interessati.
Gestire bene le riprese è molto difficile. Quando girerete mettete sempre in conto che sicuramente (senza eccezioni..!) qualcosa non andrà come avevate immaginato (quando le cose vanno bene) oppure che otterrete un risultato abbastanza diverso da quello che credevate. E’ la dura realtà! Serve poi grande ordine (fisico e… mentale), moltissima pazienza e attenzione ai particolari.
E’ normale riprendere una scena più volte, anche se venuta bene al primo tentativo. Spesso infatti alcune sfumature e dettagli fini sfuggono ed avere più riprese di una singola scena risulterà molto utile nella successiva fase del montaggio. Infine, altrettanto importante, è riprendere una scena da più angolazioni, magari anche introducendo variazioni sullo storyboard originario. Se si usa una sola telecamera anche in questo caso la parte sarà da ripetere più volte, ma da angolazioni diverse.
Se gli attori durante una scena sbagliano mantenete comunque il girato, spesso potrebbero esserci alcune espressioni utili (col montaggio poi si possono riutilizzare e magari unire alla parte corretta). Ogni persona dello staff dovrebbe avere sottomano sempre la sceneggiatura e lo storyboard.
Infine non date per scontato che, una volta terminate le riprese, non dovrete tornare a girare: è frequente dover riprendere in mano la telecamera per fare riprese aggiuntive, quando avrete il video montato e magari vi accorgerete che manca qualcosa oppure che una particolare scena proprio non vi soddisfa. Questo fortunatamente non capita sempre (ad esempio se siete stati proprio bravi in fase di pre-produzione e durante le riprese non dovrebbe essere necessario) ma quando è necessario e se è possibile farlo… vi tocca!
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Pubblicato da silosproduction su 24 Luglio 2008

La produzione di un cortometraggio (ma in generale può valere per qualsiasi altro tipo di video) si può dividere in alcune fasi fondamentali e ben distinte.
In base alla nostra esperienza (ma non solo) la lavorazione può essere suddivisa in base al tempo in cui vengono realizzate le riprese (precedente, coincidente o successivo). Si parla allora di pre-produzione, riprese e post-produzione.
Pre-produzione: la pianificazione del cortometraggio.
La base, ovviamente, è l’idea. Senza l’idea, la storia che si vuole raccontare, non si va molto lontano. La storia coincide con quello che da ora in avanti chiameremo soggetto. Solitamente prima di passare alla fase successiva buttiamo giù l’idea con appunti ma più spesso scriviamo la trama nella forma libera di un racconto e poi la discutiamo e perfezioniamo.
Il soggetto deve poi essere adattato per essere raccontato nella forma “cinematografica” e quindi con gli strumenti tipici di questa forma di narrazione. Stiamo già parlando della sceneggiatura. La sceneggiatura ha una struttura meno libera del soggetto perché bisogna “imbrigliare” la storia entro schemi più precisi. I dialoghi dei vari personaggi devono essere indicati con precisione, gli ambienti e gli oggetti in scena devono essere descritti ecc…
Bisogna individuare le singole scene in cui si suddivide la storia. E’ la sceneggiatura che poi lo staff e gli attori si porteranno sul set e che sarà utilizzata nel momento delle riprese.
A noi è capitato abbastanza spesso di modificare “sul campo” la sceneggiatura in base alle condizioni ambientali o quando girando ci siamo resi conto che qualcosa non andava oppure perché durante le riprese sono nate nuove idee molto valide. Stiamo parlando comunque di dettagli.
Se soggetto e sceneggiatura non mancano mai, lo storyboard invece non sempre è presente. Nel nostro caso lo abbiamo utilizzato solamente per Coffee Break e lo spot Emozioni, ma intendiamo farne un uso molto più “pesante” in futuro. In pratica si tratta di visualizzare le scene descritte nella sceneggiatura, traducendo graficamente la storia (come se si stesse realizzando un fumetto) riproducendo quelle che poi saranno le inquadrature da girare. E qua serve qualcuno bravo a disegnare… Oppure si possono utilizzare foto realizzate durante le prove. Esistono anche programmi appositi, ma noi non li abbiamo mai provati.
Una volta che abbiamo la sceneggiatura definitiva (le revisioni sono di solito abbastanza cospicue…) siamo quasi pronti a girare. Prima però, basandosi sulla sceneggiatura, è necessario fare una check-list delle cose che serviranno durante le riprese (oggetti di scena, abbigliamento, ma anche attrezzatura tecnica ecc…) e sopratutto bisognerà fare dei sopralluoghi sui “set” dove dovremo girare, sopratutto se siamo in esterni (per verificare eventuali problemi come la luce, la disponibilità del luogo e via dicendo).
Infine prima delle riprese sarebbe bene fare delle prove in condizioni analoghe a quelle delle riprese definitive per verificare sul campo (e far provare gli attori e i tecnici) se tutto fila liscio.
In estrema sintesi questa è la fase della pre-produzione, almeno così come noi solitamente la viviamo. In pratica nasce l’idea, la si formalizza e poi ci si organizza per essere pronti a girare il corto… ma questo è un’altro post!
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