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Un altro modo di fare cinema

Pubblicato da silosproduction su 3 Settembre 2008

Oggi al Festival Internazionale del Cinema di Venezia è stato presentato un film interessante, che ci da l’opportunità di fare una piccola riflessione.

Il film, italiano, è Pranzo di ferragosto e i giornali e le tv ne hanno parlato per la particolarità delle protagoniste, quattro arzille signore dagli 85 ai 93 anni. Il regista è Gianni Di Gregorio, già sceneggiatore e aiuto regista di Gomorra.

Quello che vorremmo sottolineare è come si possa realizzare un bel film con piccoli budget, attori non professionisti, parti di improvvisazione durante le riprese e riportare in primo piano l’idea e la storia. Niente spettacolarità a tutti i costi, effetti speciali, azioni al limite (o oltre) dell’impossibile. Niente budget astronomici. E’ bello saperlo…!

Non avendo visto il film non possiamo giudicarne la qualità (ma la critica è stata molto positiva) ma possiamo invece essere molto contenti per la riemersione di questo tipo di cinema, che permette ancora di raccontare storie, esprimere originalità creativa, mostrare personaggi presi dalla realtà.

Già con Gomorra, eccellente film uscito quest’anno, Matteo Garrone (il regista, che in pranzo di ferragosto è il produttore) aveva usato tecniche proprie del reportage e del documentario: molte scene lasciate all’improvvisazione degli interpreti, alcuni attori presi “dalla strada”, scene girate non in studio, telecamera a spalla ecc… L’effetto era voluto e i mezzi certamente non così limitati come si può credere, ma ha ridato dignità e ha spostato l’attenzione ad un modo “diverso” di fare cinema, molto lontano da quello all’americana (parliamo in generale naturalmente… anche negli USA ci sono autori analoghi di successo).

Non è che ci siamo montati la testa e ci sentiamo parte di questo “movimento” (il piccolo budget di pranzo di ferragosto è relativamente limitato: 500.000 euro circa – poco meno di un miliardo di lire, che per il cinema vero sono spiccioli, o quasi…) ma vogliamo solo augurarci che la grande massa di filmmakers, per definizione dotati di pochi mezzi ma molta fantasia, possa trovare un giorno la giusta visibilità

Se il pubblico apprezzerà questa “corrente” e se il web ci supporterà adeguatamente, in futuro sarà più facile trovare un piccolo spazio per qualche bella proiezione degna di questo nome in qualche sala cinematografica, al di là dei festival dedicati… E il pubblico vedrà storie che altrimenti forse non sarebbero state raccontate, e volti incredibilmente “potenti” prima sconosciuti, o realtà a portata di mano ma mai notate… Il cinema potrebbe poi trovare nuovi spettatori, disinteressati al cinema-spettacolo.

E’ un altro modo di fare cinema, che merita di crescere e che il pubblico merita di vedere.

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