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Presenze e l’importanza del montaggio

Pubblicato da silosproduction su 19 Luglio 2008

Le riprese di Presenze nel silenzio, ad esclusione della prima parte quando ancora volevamo inserire numerose sequenze di flashback che coinvolgevano un secondo personaggio (torneremo sull’argomento…), sono filate via lisce come l’olio. I piani di lavoro sono sempre stati rispettati e, nonostante ci fosse molto materiale da girare, tutto si è svolto senza intoppi e nei tempi previsti.

Terminate le riprese, come sempre, inizia la fase di post-produzione, che ha il suo fulcro nel montaggio delle sequenze. Molti sostengono che il montaggio sia importantissimo nella realizzazione di un film, almeno quanto la regia. E’ vero!

Un buon montaggio, o semplicemente quello “giusto” per un determinato film, può trasformare un video medio in un ottimo video o anche rovinare un bel girato… Si tratta davvero di un’arte (se si vuole fare un buon lavoro) e serve infinita pazienza.

Sopratutto bisogna avere il coraggio, una volta terminato il montaggio, di cancellare tutto il lavoro fatto se ci si rende conto che il film “non va” con le sequenze in un certo modo. E rifare tutto. Nel cinema “vero” ci sono esperti di montaggio che sono più contesi dei grandi registi..!

Presenze non era del tutto convincente con il montaggio originale (che abbiamo comunque inserito nel DVD) e c’è voluto davvero molto tempo per realizzarne uno che fosse adatto. Sopratutto perché la nuova versione prevedeva alcune idee che nella sceneggiatura non erano sviluppate.

Il montaggio definitivo ha previsto l’eliminazione di molte scene (che nel nuovo contesto non erano più utilizzabili) e ha fatto diventare la candela il vero fulcro della narrazione. L’indagatore è assorto nei propri pensieri di fianco ad una candela, in attesa della prossima manifestazione delle presenze. In questi momenti, supportato dalla sua voce fuori campo (vedi post precedente…) ricostruisce le sue sensazioni e quello che è successo prima del momento che stiamo vedendo, introducendo flashback di episodi “inquietanti” già accaduti.

In pratica in questo caso il montaggio ha reso la storia, prima lineare, un lungo flashback e il tempo della narrazione è portato a pochi momenti prima della fine della storia. In questo modo il film inizia quasi dalla fine. La narrazione risulta più vivace e coinvolgente, e la tensione che un film del genere dovrebbe trasmettere è più evidente.

Di una cosa siamo ormai certi: la fase di post-produzione occupa di gran lunga più tempo di quella delle riprese vere e proprie. Se girerete un corto, non dite mai una volta terminate le riprese “abbiamo finito”. In realtà non siete nemmeno arrivati a metà del lavoro!

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