Presenze: la scelta del bianco e nero
Pubblicato da silosproduction su 12 Luglio 2008

Presenze nel silenzio è il nostro primo corto in bianco e nero.
Quando ancora questo corto era solo un’idea, era un’idea in bianco e nero… La storia è stata pensata per un film da realizzare in b/n fin dall’inizio, anche se poi, durante la fase di montaggio (fase che va dal gennaio 2007 a giugno 2008!) ci sono stati alcuni piccoli ripensamenti.
E’ stato fatto qualche esperimento per provare a rendere il corto ancora più particolare, ad esempio abbiamo provato un viraggio seppia e una dominante giallastra (molto corrosivo l’effetto!). Non si è andati però oltre il puro esperimento. Alla fine la scelta del bianco e nero ha resistito dall’inizio alla fine del progetto.
Questa tonalità, oltre che avere un indubbio fascino, ci sembrava perfetta per questo corto e ci ha permesso di giocare con le ombre, spingere molto sui contrasti luce/buio, e far risaltare il clima tetro dell’ambiente, l’espressività del protagonista e donare un impatto superiore alla storia.

Presenze a colori non sarebbe la stessa cosa. L’ombra dell’indagatore è di fatto la seconda protagonista della storia, e il b/n permette di farla risaltare enormemente nell’ambiente.
I primi piani dove la luce è tagliata dal buio sul viso del protagonista non avrebbero avuto la stessa forza.
La candela che brucia nel nero fitto dello sfondo non sarebbe mai riuscita a risaltare in modo così ben definito.
L’inquietudine che trasmettono le stanze appena illuminate è resa ottimamente da questo tipo di scelta cromatica.
Amiamo i colori ma il bianco e nero non poteva non esserci!! Anzi, ci ripromettiamo di usarlo anche in futuri lavori.
Infine un ultimo accenno alla luce. Quasi sempre la fonte luminosa utilizzata è stata usata dal basso, per creare un effetto particolare e per utilizzare le ombre generate in modo da esasperare l’espressività dei primi piani e dare maggiore efficacia all’ombra degli oggetti e del protagonista.

Se vogliamo il tutto è anche un modesto omaggio alla scuola espressionista e alle pellicole di genere (Nosferatu di Murnau ad esempio oppure i grandi film di Lang, Wiene, o anche – più recente – Alfred Hitchcock ecc…).
La scelta cromatica o l’illuminazione delle scene non è mai casuale, come dovrebbe esserlo ogni aspetto di un film!!